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BENZOWORLD
Il progetto In Eterna si propone con un sound dedito all'oscurità
sfociando
in una dimensione più cupa che drammatica. L'agghiacciante intro di
'Cruised
Dream' non lascia scampo né spiragli di salvezza, è tutto un
rincorrersi di
drappi sonori neri e la sensazione dominante è il soffocamento in un
vortice
di anime che non conosce pace. Nemmeno con 'Cry Of The Soul' si arriva
al
crepuscolo che questo sound ambientale emana, sensazioni ribadite con
la
titletrack, dove interviene mesta e recitativa una voce screaming che
emana
una predica satanica. La seconda parte del lavoro invece mantiene
sempre la
sua ossessionante oscurità, ma utilizza sempre più suoni synth, quasi
in
maniera cacofonica, che non permettono all'ascoltatore una prevedibile
percezione di quello che può accadere di lì a poco. Cambia invece
letteralmente lo stile della ghost track 'Hope', che pur mantenendo il
sound
oscuro, è più riconducibile ad un classico black metal. In sintesi 'In
The
Dark' è un disco per gli amanti del CMI sound, gli MZ412 e i Brighter
Death
Now, seppur con qualche caduta a livello sonoro dovuta alla
amatorialità del
prodotto.
VOTO: 70/100 |
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ENTRATE PARALLELE RECENSORE: Manz Un graffiante disegno a piccolo carboncino (o equivalente) accoglie con
la
sua ombra l'apertura di questo piccolo nero scrigno targato "In the
Dark",
degli In Eterna (composizione grammaticale di difficile collocazione,
poichè
sembra latino ma non è). Lo stupore si accresce alla rivelazione del
CD,
stampato su supporto nero (che unitamente all'artwork mi aveva mandato
completamente in visibilio, e già pregustavo qualcosa di fenomenale),
il
quale inserito nel lettore inizia a produrre.. non lo so. Il "senza
voto"
che vedete là in alto rappresenta proprio questo: essendo chiamato a
valutare, pur appesantito dai miei mortali peccati di oggettività (per
forza
di cose), una composizione musicale, non posso che recedere da questo
imperativo morale poiché quello che la "composizione" offre è un
qualcosa
che non ardisco - né è possibile - chiamare musica. Posso quindi
parlarvi
delle sensazioni che mi ha trasmesso questa "collezione di frequenze"
(cosa
peraltro propagandata nel sito di Krieg, lo one-man noise studios che
ha
materializzato l'intera opera), lasciando a voi l'eventuale compito di
documentarvi ulteriormente perché un lavoro di questo genere è fatto
per
stimolare, sicuramente, la naturale curiosità che emana dalle
manifestazioni
artistiche "troppo fuori" da ogni schema.
Ululato di lupi con filtro eco e distorsore. Questa l'immagine che la
mia
mente ha contestualizzato durante l'inizio di "Coursed Dream". Per il
resto.. suoni. Così come nella maggior parte dell'album. Suoni
indefinibili
che si rincorrono in un angosciante balletto che vorrebbe essere un
improbabile incontro tra un "ambient black metal" e "suoni rilassati
della
natura però d'inverno, in Transilvania, e mentre Vlad sta dedicandosi
al suo
hobby preferito, ossia gli spiedini". Eccezioni sono riscontrabili
nella
title track, in cui il tappeto di disturbi tra i 20 e i 22KHz gioca una
parte marginale rispetto allo screaming di Krieg, che ribolle parole di
oscura oscurità in un inglese dalla pronuncia marcatamente italiana.
Decisamente questo è un lavoro sperimentale. Sicuramente d'avanguardia,
ovviamente poco commerciale e adatto a tutti, naturalmente
difficilmente
collocabile. Ma veramente difficile è la linea tra il difficilmente
collocabile e in non collocabile. Ritengo davvero difficile che una
buona
parte dell'umanità possa arrivare alla fine del primo minuto, e una
esigua
parte del poco rimanente ad arrivare a bramare un secondo ascolto.
Personalmente, sono tra quelli che amano, apprezzano, e incoraggiano la
sperimentazione, la ricerca. Ma la ricerca sottintende una scoperta. E
registrare una bottiglia di vetro che gira in una lavatrice non è
esattamente "sperimentale".. È sicuramente ".. d'Artista".
Vi saluto e torno ad ascoltare il quartetto per violini, viola,
violoncello
ed elicotteri di Karlheinz Stockhausen!
VOTO: s.v.
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HARD SOUNDS
RECENSORE: Gabriele "Anaconda" Frontini
A volte quando ricevo il materiale promozionale, mi é capitato più
volte di
leggere il foglio di presentazione allegato e di trovare idiozie (nel
migliore dei casi) a riguardo della proposta musicale del gruppo in
questione: gruppi che pensano di inventare generi nuovi, che si danno
parvenza di popolarità e importanza per aver suonato con altrettanti
gruppi sconosciuti, eccetera.
Nel caso degli In Eterna, one man project di Enrico Treccani, in arte
Krieg, non è stato così.
Autore di un mini-CD, 'In The Dark' nel campo della musica
dark/ambient/elettronica, il risultato é stato di molto superiore alle
mie aspettative. Premetto che sono quasi totalmente a digiuno di certe
sonorità, se non per gli ultimi episodi della discografia di Burzum, ma
ascoltando le cinque tracce (più due nascoste delle quali la seconda si discosta da
tutto il resto, ma ne parlerò più avanti) dell'album ho avuto modo di
addentrarmi in un mondo oscuro e pervaso da una serie di ambientazioni ed emozioni,
tutte riconducibili alla psiche umana, che poi era esattamente quello
che aveva anticipato lo stesso autore nella presentazione del disco.
Difficile entrare nello specifico ed esaminare ogni singola traccia
dettagliatamente, perché il confine fra musica e sensazioni evocate in questo caso è
molto labile, lasciando alla soggettività personale il giudizio migliore
sulle composizioni di Krieg.
Un lavoro questo assolutamente non di ascolto proibitivo per nessuno,
amanti o no di tale genere, nel quale tutti, e ripeto, TUTTI, possono trovare
qualcosa d'interessante.
Discorso a parte va per la seconda delle due tracce nascoste, la numero
88, dal titolo "White War": in questo caso Krieg tralascia la componente
puramente elettronica della sua musica per adagiarsi su un suolo
tipicamente black metal (direi mid-period Satyricon) aiutato in questo caso da
altri musicisti; facendo così però si perde tutto il fascino atmosferico di
cui sopra e si abbracciano sonorità riciclate.
Introspettivo, malinconico, atmosferico, emozionale, claustrofobico,
semplice e complesso come solo la gamma delle sensazioni umane può
essere.
VOTO 76/100 |
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HOLY METAL RECENSORE: Donato Tripoli
Debutto discografico per l'In Eterna, progetto nato nel 2002 per opera
di Krieg, una persona dal carattere molto forte che ha inserito in questo
progetto tutte le proprie sofferenze, riflessioni e sensazioni.
Il nome del progetto, In Eterna..., è l'inizio di una frase che vuole
portare avanti un concetto: quello dell'eterna lotta, dell'eterna
guerra e dell'eterna sofferenza. Krieg ha cercato, in questo primo album che è
il primo capitolo di un progetto molto ampio, di trovare un modo
innovativo di fare musica: ha deciso di eliminare quasi totalmente tutti gli
strumenti, lasciando solo dei suoni/effetti che fossero in grado di colpire ed
eventualmente condizionare la mente dell'ascoltatore generando in lui
ansia, paura, depressione, freddo. Chiaramente questo stile di musica è molto
difficile da recepire ad un primo ascolto: chi ama la musica che faccia
"pogare" o che faccia far casino non accetterà mai un album del genere.
Questo è un album che possiede in sé dei messaggi molto oscuri e
difficili da dipanare: quest'album è un viaggio allucinante nella mente del suo
creatore. Basta dare un'occhiata ai titoli per rendersene conto:
"Coursed Dream" è il racconto di un vero e proprio incubo che termina con le
parole "Remember" (ricorda), "Cry Of The Soul" è il grido disperato dell'anima
che cerca di trovare un aiuto all'esterno. "In The Dark" è il grido
disperato di una persona che ha perso tutte le sue certezze ed è alla ricerca di
qualcosa che non trova. "Evil Thoughts" sono le elucubrazioni che il nostro
cervello fa quando è sotto stress o quando non ha più una direzione da seguire.
"Night" esprime il tempo in cui tutti i "Pensieri Malvagi" prendono
forma. "Hope" esprime la sensazione che ognuno di noi prova quando il nostro
cervello ci fa credere di aver raggiunto qualcosa. "White War" è
l'unico pezzo in cui compare la musica: infatti, in questo pezzo la chitarra ed
il basso sono suonati da Teo (Elfire, chitarrista dei Kaiserreich e
polistrumentista nei Punishment).
Insomma, un album che non è
facilmente giudicabile dato che è molto cervellotico.
Lo consiglio solo a chi ama le sperimentazioni o a chi ama la musica
atmosferica, claustrofobia ed anche psichedelica.
VOTO: 7/10 |
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SILENT SCREAM RECENSORE: Marco Giarratana
Desolante fino a sfiorare l'autolesionismo questo mini di sei tracce a
firma In Eterna, moniker dietro il quale agisce il solo Krieg, unico
compositore del materiale sonoro ivi impresso. Le sei composizioni sono figlie di
un difficile periodo attraversato dall'autore che ha riversato il suo
malessere in musica, e ciò si estrinseca in un lavoro elettronico di stampo
isolazionista, oscuro e tetro, scevro di una qualsiasi struttura
formale.
Progressioni le cui armonie vengono inesorabilmente spezzate, solchi
che sembrano riti funebri celebrati in suolo lunare ("Cry Of The Soul",
"Evil Thoughts"), l'atmosfera è realmente morbosa e decadente e lo è ancor di
più nella title-track in cui si ricorre all'uso di una voce di stampo black
(che pecca nella qualità timbrica e, soprattutto, in un'approssimativa
pronuncia dell'inglese) che avvolge il brano di una patina che richiama i Sunn
0))), rendendo questa specifica traccia un esperimento alquanto interessante.
In ogni brano si fa ricorso ad alieni effetti di tastiera e sciami di
suoni sintetici (tra cui manipolazioni di urla e cani che abbaiano, come
avviene in "Coursed Dreams"), senza linee di basso, chitarre e tantomeno
pulsazioni percussive. Sorvolerei sull'ultima traccia inclusa, "White War" (tra
l'altro posizionata strategicamente al numero 88 del cd), un black metal
canonico e poco interessante, assolutamente fuori contesto, almeno formale (ma lo
ribadisce lo stesso Krieg in sede di presentazione).
Ci sono senza
dubbio tante buone idee che hanno però bisogno di trovare una migliore
fisionomia, magari ispessendo gli arrangiamenti. Il risultato finale, al momento, è
più che interessante. |
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EUTK RECENSORE: Alessandro 'Ripe' Riperi
Mi permetto di dire che questa è musica troppo 'personale' per essere
giudicata da altre persone. La mente del progetto, Krieg, ha deciso di
comporre canzoni atmosferiche che puntassero su sensazioni di
inquietudine,
dopo aver passato un brutto periodo della sua vita. Ma in pratica ha
catalizzato nelle composizioni le ansie, le paure, i turbamenti che la
sua
stessa mente ha generato, e che probabilmente è l'unica a poter
comprendere.
In effetti io non sono riuscito ad entrare in questo mondo fatto di
terrore
e desolazione, riuscendo a trarne solo una fortissima noia. E vi
assicuro
che non è il genere ambient a spaventarmi, con la scelta di accostare
rumori
e sample di vita reale ad incursioni della tastiera e raramente della
voce
(parte peraltro evitabile). Non sono riuscito invece ad ascoltare la
traccia
black metal nascosta alla posizione 88 (è un caso? non credo... e anche
il
titolo "White War" dovrebbe farmi riflettere), che per poco non mi
sfasciava
lo stereo a causa di un funzionamento errato del meccanismo di skip.
Insomma, non saprei proprio cosa salvare di questo lavoro: ma visto che
l'apprezzamento di una musica tanto personale è una questione del tutto
soggettiva, mi riservo di lasciare il giudizio direttamente
all'ascoltatore.
VOTO: s.v./10
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